Chiedere è lecito, rispondere è cortesia

venerdì 18 novembre 2011

mercoledì 16 novembre 2011

Silenziosamente

Mi addormento. Mi sveglio. Mi raggomitolo tra le coperte e torno a dormire, per svegliarmi ancora poche ore dopo. Allora penso. E ho freddo. Con la testa tra due cuscini, quasi a voler nascondere i miei pensieri, torno a dormire. Il suono della sveglia rompe definitivamente il filo conduttore che lega assieme ogni attimo della notte trascorsa: tu.
Ti ho sognato, tante volte. Lungamente. Sebbene cosciente che ogni volta fosse solo per una manciata di secondi, questa notte sono trascorse intere giornate. Belle. Piene di risate.
La tua attesa, i tuoi sms; persino il vibrare del cellulare tra le mani. Era tutto così reale. Eri tu così reale.
Mi sono svegliata con la consistenza delle tue mani nelle mie, con il calore dei tuoi abbracci, con il tuo respiro; il tuo odore. Se ora chiudo gli occhi posso sentirlo ancora il tuo odore. E la tua voce.
Sebbene sia passato così tanto tempo, non dimentico. Il tuo sguardo mi penetra tanto quanto allora.
Tutto questo è irrazionale, contro ogni mio principio, contro ogni dinamica avvenuta fino ad ora.
Contro quello in cui credo: che il tempo guarisce qualsiasi ferita, cancella il dolore, sbiadisce i ricordi.
Sì. Il tempo sbiadisce i ricordi.
Succede con tutti, ma non con te.

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Un nuovo Profumo nell'aria

Cosa c'è nell'aria oggi? Una nuova fragranza. Saprà di brezza marina o di tornado violento?
Chi lo sa! Per il momento mi godo non leggere più "Gelmini" alla voce Ministro dell'Istruzione.
Che poi in realtà dovrei essere dispiaciuta, lei ha portato tante novità nella scuola: il voto in condotta [c'era? ma come c'era?!], i voti in decimi [c'erano? ma come c'erano?!], le nuove Invalsi [c'erano? ma come c'erano?!], la tecnologia nelle scuole [non c'era?! ma come continua a non esserci!], ...
Insomma, "reddite ergo, quae sunt Caesaris, Caesari et quae sunt" Gelmini, Gelmini!
Tutto sommato sì...sono dispiaciuta!
Non c'era giorno in cui non ci fornisse ottimi spunti per ridere insieme tra colleghi. Le sue battute, le sue barzellette umoristiche. Basti ricordare quella del tunnel dal Gran Sasso a Ginevra...che simpaticona! [ah...non era una barzelletta!?]
Insomma, sono convinta che sentiremo la sua mancanza.
Oggi cercavo notizie sul suo sostituo, il caro Profumo. Beh che dire, sono notevolmente rimasta impressionata dal su CV: titoli, riconoscimenti, alti incarichi. Pare uno D.O.C!
Staremo a vedere.
Io intanto spero di non ruzzolare nella polvere insieme alla scuola e confido che il nuovo Ministro non sia solo uno #pffff# di Profumo ambiente.

martedì 15 novembre 2011

Red Xmas


Che poi non è che io lo detesti.
A me piacciono gli addobbi natalizi, le lucine, le candele.
È lo spirito che ho perso!

[...e poi è troppo presto...]

lunedì 14 novembre 2011

TeaTime

Alte, basse, strette, larghe. Addirittura la mezza tezza! Sì...ne ho davvero abbastanza. Eppure quando entro in un negozio in cui sono esposte, non posso fare a meno di guardarle estasiata. Mi catturano. L'idea dell'inverno, avvolta in una calda coperta sul divano, con un buon libro e una tazza di the fumante accanto...mi rende serena.
Dentro ognuna c'è un ricordo da assaporare; le persone a cui è legata escono danzando con il fumo ed i profumi, attratte dal richiamo della memoria.
Allora le mie tazze sono tante, ma mai troppe.
Ed ora che ho scoperto le sciarpine...come potrò resistere?

giovedì 10 novembre 2011

Genuinità

Oggi nella borsa ho una manciata di sorrisi in più.
Quelli di qualcuno a cui voglio bene.
Quelli di chi non avevo mai visto prima.
I miei.
E sono più ricca.

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mercoledì 9 novembre 2011

Poesia dorsale

Noi.
La passeggiata ad occhi chiusi nel giardino d'acqua:
il suono di mille silenzi.



lunedì 7 novembre 2011

Priorità


A trent'anni, trentuno per la precisione, le priorità cambiano.Un tetto, un lavoro sicuro  - cosciente che sia pura utopia - , una famiglia, valori. Studiare?
Anche no. Rientrare a casa dopo una giornata lavorativa, lanciare le scarpe.Accendere candele profumate e con una tazza fumante di the sprofondare sul divano con un buon libro come compagno.
Ho passato mesi a parlare delle mie priorità.
E poi succede che un lunedì dei tanti mi sveglio, esco, mi arrabbio con quel pedone che non guarda prima di attraversare e con quell'automobilista che occupa la strada.
Arrivo a destinazione e mi danno una notizia che cambierà drasticamente questo lunedì dei tanti.
Risalgo in macchina e ripenso alle mie priorità banali, mentre mi fermo per far attraversare un pedone al di fuori delle strisce e mi accodo all'automobilista che procede con fare lento.
Ora ho solo una priorità: passare più tempo possibile con le persone a cui si vuole bene, senza rimandare a domani.
La vita è una sola e non si può sprecare tempo prezioso.

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[...ti voglio bene...ce la farai...]

domenica 6 novembre 2011

Gli anziani odorano di buono

Perchè quando mi capita di stargli accanto, sento quell'odore che mi riporta indietro nel tempo. Mi viene in mente quando le mie nonne aprivano l'armadio per tirare fuori il vestito buono della domenica. Lo stesso odore del cappello e della giacca di mio nonno ed il ricordo di quando fremeva per uscire e andare a giocare a bocce; quando con la stessa premura tornava tutti i giorni alla stessa ora perchè non poteva perdere la Zanicchi con "Ok il prezzo è giusto".
Anche le loro credenze hanno quell'odore. Qualcuno arriccia il naso al solo pensiero, non io.
Ricordo quelle bellissime scatole di latta con dentro le caramelle rossana, quelle ripiene di liquori, gli spicchi di arancia, mandarino e limone... Mio zio che sottovoce diceva "Prendine una" e come per magia sbucava mia zia che con il vocione lo rimproverava "Renzo, deve ancora cenare"...e poi guardinga afferrava un'altra scatola di latta ripiena di biscotti.
Io, soddisfatta, tornavo a casa con una caramella nella mano sinistra e un biscotto nella mano destra, sorridendo felice mentre mia madre, con fare compiaciuto, sentenziava "Quanto ti viziano...!".
Sentivo quel profumo anche nella camera dispensa della mia zia Ines. Da piccola avevo un po' timore di quella stanza, buia con un odore strano. Ma ricordo che ero felice quando lei ed Elvia entravano lì...perchè voleva dire che presto si sarebbe mangiato qualche piatto delizioso cotto in quella stufa tanto diversa da quella che avevamo a casa nostra. Era marrone, si riempiva con la legna e sul ripiano c'erano dischi che con un ferro dalla punta arcuata venivano alzati da mia zia. Era affascinante stare lì seduta a guardare i preparativi di pasti che sarebbero stati pieni di gioia e risate. Io apparecchiavo...e aprivo le ante di vetro di una credenza a muro piena di bicchieri. Riesco ancora a sentirne l'odore...
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È il profumo dell'infanzia.
Così rassicurante...

venerdì 4 novembre 2011

Estro

Che sia creatività, che sia stravaganza o anche fantasia, non può essere pilotato.
Scrivere.
Ho deciso di farlo rientrare nella categoria Estro.
Non importa che si argomenti di politica, di studi, di ricette,
per dovere o per diletto;
rapisce la mente in un vortice di parole e punteggiatura che si rincorrono
volteggiando come foglie autunnali in balia del vento.
Il movimento rotatorio della penna durante la scrittura.
Certo, un'immagine un po' insolita.
Non il ticchettio leggero dei tasti di un computer,
nè l'incantesimo dell' incedere incostante di una macchina da scrivere.
[La macchina da scrivere,
quali ricordi,
quali immagini:
un uomo sotto il suo cappello, con un gilet gessato grigio;
una donna nascosta dai suoi occhiali che ne igannano l'apparenza]
Una penna che danza su di un foglio bianco lasciando la sua essenza indelebile.
Ecco.
La scrittura è essenza di sé.

martedì 20 settembre 2011

Tempo

Il tempo regala, il tempo toglie.
Momenti di felicità si alternano al dolore lancinante di una pedita, di un abbandono, della paura.
Il tempo di un pensiero, che dura nel tempo.
Il tentativo di cancellare quei momenti è direttamente proporzionale al dolore che ci provoca non poterli recuperare, ma la riuscita dell'intento assume caratteri inversamente proporzionali all'importanza che quegli stessi istanti hanno avuto nella nostra vita.
Tanto tempo è passato...tanti fatti avvenuti.
...alcuni li ho guardati, inerme.
Il tempo è senza tempo. Ieri, ora, sempre.
Non importa quanto sia passato, le persone incontrate, i momenti vissuti. Alcuni ricordi sono e rimarranno indelebili nel tempo, la cui percezione diventa aleatoria nei suoi contorni sfumati. Gli anni passati diventano giorni ed i minuti si trasformano in anni.

Custodito gelosamente dentro di me in un'interazione tra cuore e mente per cui convergono suoni, parole ed immagini,
il tuo ricordo non svanisce,
pur consapevole di essere solo un ricordo.

sabato 18 giugno 2011

Kaiten-zushi

Ti passa davanti e lo afferri.
Vorrei sistemare alcune persone sullo stesso nastro.
Ecco...

domenica 4 luglio 2010

…questa sensazione.

Ne ascolto il suono.
Avverto il suo incidere sicuro, un passo superbo.
Scarlatto.
Questo è il suo colore.
Mi catturano le sfumature tra una piega e l’altra,
l’ondeggiare sensuale in un mare di topazi.
Rapita dalla sua brezza delicata,
ondeggio ad occhi chiusi.
La assaporo per rimanerne inebriata.

sabato 1 maggio 2010

Leggere

"Non riesco a saziarmi di libri. E sì che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità a possederne. Anzi coi libri si verifica un fatto singolarissimo: l’oro, l’argento, i gioielli, la ricca veste, il palazzo di marmo, il bel podere, i dipinti, il destriero dall’elegante bardatura e le altre cose del genere, recano con sé un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di famigliarità attiva e penetrante."

Francesco Petrarca

mercoledì 10 marzo 2010

Neve

 

 

Per ogni fiocco, un sogno.

[…ed io che avevo piantato le fragole!]

mercoledì 3 marzo 2010

Profumo di spezie


Il suono della sveglia.
Gli occhi si aprono, sereni.
Abbraccio il cuscino e sorrido.
Sorrido, sorrido.
Sorrido ancora.
La sensazione magnifica di un cuore leggero,
lo sguardo splendente.
Niente appare più insuperabile.
Scende qualche lacrima.
…lacrime di gioia.
…sono sempre le cose inattese quelle che ti sorprendono di più…

[...nella purezza di un gesto spontaneo.]

martedì 15 dicembre 2009

sabato 5 settembre 2009

Dei Sette Vizi Capitali, l'Orgoglio è il peggiore


Lo stomaco si chiude e il cuore si attorciglia.
Vorrei chiedere di novità, sapere come stai, farmi raccontar che fai…
Ci sono giorni in cui tutto sembra bellissimo e credo di dimenticare.
Poi arrivano improvvisamente le ore in cui si forma quel fastidioso nodo alla gola.
Mi manca parlare con te.
Mi manca la confidenza che c’era…
E’ una verità che io detesto e cerco di allontanare il più possibile da me,
perchè su nulla si può tornare indietro.
Da parte mia è orgoglio.
Credo sia orgoglio.
Non so cosa sia esattamente, non l’ho mai preso in considerazione.
Ma il pensare che mai farò io il primo passo…cos’è se non orgoglio?
Si chiama orgoglio anche la paura di mettersi di nuovo in ridicolo?
Perchè se neanche tu fai un passo verso di me, cosa vorrebbe dire se non che non ti interessa farlo?
E allora perchè dovrei farlo io?
Per convalidare la tua tesi che nessuno ti resiste?
Per dimostrarti l’ennesima volta che ti voglio un bene dell’anima ed umiliarmi perchè per te non è così?
Domande, domande…tante domande.
…mi manchi.
…ho sete di te.

Il nastro si è inceppato come in una vecchia cassetta.
Ed io vorrei avere una BIC per poterlo avvolgere e sbrogliare…per poter sentire ancora la mia musica preferita.


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