Chiedere è lecito, rispondere è cortesia

lunedì 7 novembre 2011

Priorità


A trent'anni, trentuno per la precisione, le priorità cambiano.Un tetto, un lavoro sicuro  - cosciente che sia pura utopia - , una famiglia, valori. Studiare?
Anche no. Rientrare a casa dopo una giornata lavorativa, lanciare le scarpe.Accendere candele profumate e con una tazza fumante di the sprofondare sul divano con un buon libro come compagno.
Ho passato mesi a parlare delle mie priorità.
E poi succede che un lunedì dei tanti mi sveglio, esco, mi arrabbio con quel pedone che non guarda prima di attraversare e con quell'automobilista che occupa la strada.
Arrivo a destinazione e mi danno una notizia che cambierà drasticamente questo lunedì dei tanti.
Risalgo in macchina e ripenso alle mie priorità banali, mentre mi fermo per far attraversare un pedone al di fuori delle strisce e mi accodo all'automobilista che procede con fare lento.
Ora ho solo una priorità: passare più tempo possibile con le persone a cui si vuole bene, senza rimandare a domani.
La vita è una sola e non si può sprecare tempo prezioso.

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[...ti voglio bene...ce la farai...]

domenica 6 novembre 2011

Gli anziani odorano di buono

Perchè quando mi capita di stargli accanto, sento quell'odore che mi riporta indietro nel tempo. Mi viene in mente quando le mie nonne aprivano l'armadio per tirare fuori il vestito buono della domenica. Lo stesso odore del cappello e della giacca di mio nonno ed il ricordo di quando fremeva per uscire e andare a giocare a bocce; quando con la stessa premura tornava tutti i giorni alla stessa ora perchè non poteva perdere la Zanicchi con "Ok il prezzo è giusto".
Anche le loro credenze hanno quell'odore. Qualcuno arriccia il naso al solo pensiero, non io.
Ricordo quelle bellissime scatole di latta con dentro le caramelle rossana, quelle ripiene di liquori, gli spicchi di arancia, mandarino e limone... Mio zio che sottovoce diceva "Prendine una" e come per magia sbucava mia zia che con il vocione lo rimproverava "Renzo, deve ancora cenare"...e poi guardinga afferrava un'altra scatola di latta ripiena di biscotti.
Io, soddisfatta, tornavo a casa con una caramella nella mano sinistra e un biscotto nella mano destra, sorridendo felice mentre mia madre, con fare compiaciuto, sentenziava "Quanto ti viziano...!".
Sentivo quel profumo anche nella camera dispensa della mia zia Ines. Da piccola avevo un po' timore di quella stanza, buia con un odore strano. Ma ricordo che ero felice quando lei ed Elvia entravano lì...perchè voleva dire che presto si sarebbe mangiato qualche piatto delizioso cotto in quella stufa tanto diversa da quella che avevamo a casa nostra. Era marrone, si riempiva con la legna e sul ripiano c'erano dischi che con un ferro dalla punta arcuata venivano alzati da mia zia. Era affascinante stare lì seduta a guardare i preparativi di pasti che sarebbero stati pieni di gioia e risate. Io apparecchiavo...e aprivo le ante di vetro di una credenza a muro piena di bicchieri. Riesco ancora a sentirne l'odore...
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È il profumo dell'infanzia.
Così rassicurante...

venerdì 4 novembre 2011

Estro

Che sia creatività, che sia stravaganza o anche fantasia, non può essere pilotato.
Scrivere.
Ho deciso di farlo rientrare nella categoria Estro.
Non importa che si argomenti di politica, di studi, di ricette,
per dovere o per diletto;
rapisce la mente in un vortice di parole e punteggiatura che si rincorrono
volteggiando come foglie autunnali in balia del vento.
Il movimento rotatorio della penna durante la scrittura.
Certo, un'immagine un po' insolita.
Non il ticchettio leggero dei tasti di un computer,
nè l'incantesimo dell' incedere incostante di una macchina da scrivere.
[La macchina da scrivere,
quali ricordi,
quali immagini:
un uomo sotto il suo cappello, con un gilet gessato grigio;
una donna nascosta dai suoi occhiali che ne igannano l'apparenza]
Una penna che danza su di un foglio bianco lasciando la sua essenza indelebile.
Ecco.
La scrittura è essenza di sé.

martedì 20 settembre 2011

Tempo

Il tempo regala, il tempo toglie.
Momenti di felicità si alternano al dolore lancinante di una pedita, di un abbandono, della paura.
Il tempo di un pensiero, che dura nel tempo.
Il tentativo di cancellare quei momenti è direttamente proporzionale al dolore che ci provoca non poterli recuperare, ma la riuscita dell'intento assume caratteri inversamente proporzionali all'importanza che quegli stessi istanti hanno avuto nella nostra vita.
Tanto tempo è passato...tanti fatti avvenuti.
...alcuni li ho guardati, inerme.
Il tempo è senza tempo. Ieri, ora, sempre.
Non importa quanto sia passato, le persone incontrate, i momenti vissuti. Alcuni ricordi sono e rimarranno indelebili nel tempo, la cui percezione diventa aleatoria nei suoi contorni sfumati. Gli anni passati diventano giorni ed i minuti si trasformano in anni.

Custodito gelosamente dentro di me in un'interazione tra cuore e mente per cui convergono suoni, parole ed immagini,
il tuo ricordo non svanisce,
pur consapevole di essere solo un ricordo.

sabato 18 giugno 2011

Kaiten-zushi

Ti passa davanti e lo afferri.
Vorrei sistemare alcune persone sullo stesso nastro.
Ecco...

domenica 4 luglio 2010

…questa sensazione.

Ne ascolto il suono.
Avverto il suo incidere sicuro, un passo superbo.
Scarlatto.
Questo è il suo colore.
Mi catturano le sfumature tra una piega e l’altra,
l’ondeggiare sensuale in un mare di topazi.
Rapita dalla sua brezza delicata,
ondeggio ad occhi chiusi.
La assaporo per rimanerne inebriata.

sabato 1 maggio 2010

Leggere

"Non riesco a saziarmi di libri. E sì che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità a possederne. Anzi coi libri si verifica un fatto singolarissimo: l’oro, l’argento, i gioielli, la ricca veste, il palazzo di marmo, il bel podere, i dipinti, il destriero dall’elegante bardatura e le altre cose del genere, recano con sé un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di famigliarità attiva e penetrante."

Francesco Petrarca

mercoledì 10 marzo 2010

Neve

 

 

Per ogni fiocco, un sogno.

[…ed io che avevo piantato le fragole!]

mercoledì 3 marzo 2010

Profumo di spezie


Il suono della sveglia.
Gli occhi si aprono, sereni.
Abbraccio il cuscino e sorrido.
Sorrido, sorrido.
Sorrido ancora.
La sensazione magnifica di un cuore leggero,
lo sguardo splendente.
Niente appare più insuperabile.
Scende qualche lacrima.
…lacrime di gioia.
…sono sempre le cose inattese quelle che ti sorprendono di più…

[...nella purezza di un gesto spontaneo.]

martedì 15 dicembre 2009

sabato 5 settembre 2009

Dei Sette Vizi Capitali, l'Orgoglio è il peggiore


Lo stomaco si chiude e il cuore si attorciglia.
Vorrei chiedere di novità, sapere come stai, farmi raccontar che fai…
Ci sono giorni in cui tutto sembra bellissimo e credo di dimenticare.
Poi arrivano improvvisamente le ore in cui si forma quel fastidioso nodo alla gola.
Mi manca parlare con te.
Mi manca la confidenza che c’era…
E’ una verità che io detesto e cerco di allontanare il più possibile da me,
perchè su nulla si può tornare indietro.
Da parte mia è orgoglio.
Credo sia orgoglio.
Non so cosa sia esattamente, non l’ho mai preso in considerazione.
Ma il pensare che mai farò io il primo passo…cos’è se non orgoglio?
Si chiama orgoglio anche la paura di mettersi di nuovo in ridicolo?
Perchè se neanche tu fai un passo verso di me, cosa vorrebbe dire se non che non ti interessa farlo?
E allora perchè dovrei farlo io?
Per convalidare la tua tesi che nessuno ti resiste?
Per dimostrarti l’ennesima volta che ti voglio un bene dell’anima ed umiliarmi perchè per te non è così?
Domande, domande…tante domande.
…mi manchi.
…ho sete di te.

Il nastro si è inceppato come in una vecchia cassetta.
Ed io vorrei avere una BIC per poterlo avvolgere e sbrogliare…per poter sentire ancora la mia musica preferita.


lunedì 31 agosto 2009

S-quilibrata


La sera è il momento preferito dai pensieri per emergere dal torpore in cui li manteniamo mentre siamo confusionalmente affacendati nelle pù svariate attività quotidiane.
Volenti o nolenti, liberi dalle occupazioni che spesso ci creiamo solo per non pensare, le nostre riflessioni o le nostre idee, o peggio entrambe, sono davanti alle loro proprie forma e natura.
Noi siamo solo con Noi.
E’ un film già visto, la replica della miglior puntata della nostra fiction preferita…o anche no.
Tutto regolare.
Il problema inizia quando ogni momento ci porta a pensare, nonostante i nostri impegni lavorativi, affettivi, sociali e mondani.
I pensieri ci distraggono, ci distolgono dalla realtà.
[…i pensieri mi distraggono, mi distolgono dalla realtà.]

Si perde il proprio equilibrio, si ha la testa tra le nuvole; la distrazione regna sovrana.
[Ho perso il mio equilibrio, conquistato con tanto impegno; ho la testa tra le nuvole costantemente e non riconosco più la cosa giusta da quella sbagliata. Sono distratta, sempre distratta. Questo inverno ho perso diversi oggetti di valore, documenti importanti, la tessera della Biblioteca, il libretto dell’Università e in ultimo proprio ora, il lbretto degli assegni.
Io non avevo MAI perso niente. Ne resto sconvolta.]

Perdiamo la testa.
[Ho perso la testa. Ho perso il mio equilibrio.]

Il più delle volte il nostro stato interiore è determinato dal rapporto con gli altri.
L’esteriore per l’interiore….l’interiore per l’esteriore.
L’uno si riversa sull’altro come un cane che si morde la coda.
Un circolo emozionale vizioso.
All’improvviso ci accorgiamo che il nostro Universo gira intorno alle persone che non lo meritano, che oggi ci sono e domani no.
Ci vogliono bene, ma si dimenticano di noi o peggio non hanno proprio tempo di chiamarci e chiederci come stiamo.
I nostri pensieri, purtroppo, sono guidati da sentimenti e situazioni particolarmente belle o particolarmente brutte.
[I miei pensieri sono dettati dal brutto rapporto che da mesi ho con alcune persone tanto che il mio mondo esterno si riflette su quello interno e ne proietta un altro esterno devastato.
Nel mio Universo ruotavano persone che consideravo la mia famiglia qui o persone che reputavo fantastiche e che mi volevano bene davvero e non solo per “apparenza”.
Sono le stesse che non hanno il tempo per sentirmi o vedermi; che non mi vengono incontro neanche nel momento in cui rimango chiusa fuori casa; che tradiscono la mia fiducia, mi usano, mi deludono e mi feriscono. Oggi ci sono, domani no.
Ho trascorso mesi particolarmente brutti.]

Noi siamo il nostro equilibrio, ma solo il più stolto degli uomini non cade quando perde un amico.
[Ho costruito il mio equilibrio lottando contro gli altri e contro me stessa….ma non sono stolta e soffro per la perdita di quelli che consideravo amici.]

***

Mi sento tradita, umiliata, usata, ferita. Non trovo più niente di buono in me e riesco a tirar fuori solo lacrime e tanta rabbia.
Sono arrabbiata e vorrei urlare fino a rimanere senza più voce.
Non riesco a ribellarmi e mi distraggo.
Ho perso le persone alle quali volevo più bene, perdo la testa, perdo il mio equilibrio.
Mi sento indifesa.
Sono sempre più s-quilibrata.



giovedì 27 agosto 2009

Viscerale


Relativity – MC Escher

Emozione. Batticuore. Delusione. Amore. Mancanza. Intolleranza. Bisogno. Affetto. Odio. Nostalgia. Gioia. Rabbia. Amore.
Tanto Amore. Tanta rabbia.
…ma amore.

Provo.

giovedì 20 agosto 2009

Cortometraggio


Lo sfondo nero, a tratti illuminato, segna i secondi che ci separano dall’inizio della pellicola.
Cerchi con grandi numeri bianchi si susseguono
…3…2…1

[Il rumore della cinepresa regala un fruscio unico;

le immagini a tratti fuori fuoco, non statiche, si susseguono lentamente ma mai a scatti, a colori anticati;
piccoli puntini luminosi sullo schermo regalano effetti da cinematografo]

"Una spiaggia affollata. Lettini, ombrelloni chiusi si alternano ad altri alla cui ombra riposano famiglie felici.
I bambini sulla riva sono preda della creatività sformando secchielli di sabbia bagnata
che, con amorevole cura, si trasformano nei castelli delle più belle fiabe della loro infanzia.
Qualcuno si rompe, ma non c’è dispiacere nei loro volti: rinascono presto come torri a merlo.
Sul bagnasciuga giovani donne raccontano le proprie storie. C’è sempre chi ne sa di più.
Io dal mio lettino osservo, ho lo sguardo sereno, i lineamenti distesi.
Pian piano i raggi del sole si affievoliscono,
chi prima chi dopo sono assorti nei preparativi per alleggerire la spiaggia dagli utili e futili portati la mattina.
Mi siedo sulla riva e con le braccia cingo le ginocchia.
Lo sguardo si fa serio mentre osservo l’incresparsi delle onde in un silenzio che via via diventa sempre più assordante.
Mi sembra di essere rimasta sola.

Arrivi tu e ti siedi dietro di me; avverto il contatto delle tue gambe attorno ai miei fianchi.
Appoggi accanto a me un cestino di fragole lavate, ma con il picciolo verde ancora intatto.
Con una mano mi sposti i capelli.
Mi abbracci, mi dai un delcato bacio sul collo e mi dici
'Per te ci sarò, sempre'
I miei tratti tornano ad essere sereni.
Sento il tuo mento appoggiato sulla spalla nuda; osservi il tramonto.
Chiudo gli occhi e mi lascio accarezzare dalla brezza leggera…"

- suona la sveglia, è ora di alzarmi; un’altra giornata mi attende -

[Scorrono i titoli di coda
Attori protagonisti: Il Mare, la Sabbia, il Sole.
Attori non protagonisti: il Tramonto.
Comparse: Castello di Sabbia, Cestino di Fragole
Partecipazione straordinaria: Nocciolino
Voce fuori campo: me stessa

Nel silenzio riecheggia il rumore della pellicola che gira a vuoto ]

mercoledì 19 agosto 2009

L’ho persa di vista



“Ti ricordi quando mi hai chiesto se avevo le pastiglie per la felicità? La pastiglia è la vita. Vivi, buttati, apriti, ascoltati. Le tue paure, le tue ansie sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi. Sei castrato nei sentimenti. Sei bloccato. Ti ricordi quella frase di Oscar Wilde? Diceva che vivere era la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più.”
Fabio Volo – E’ una vita che ti aspetto

Ho momentaneamente perso di vista la felicità. Perchè ho paura dei sentimenti che io stessa h castrato e continuerò a castrare:
Ma non ho nessuna intenzione di esistere.
Voglio Vivere.

Ti cercherò, e quando ti avrò trovata, non avrò paura di accettarti.

Perchè…

”Ma è possibile che ogni volta che parlo di un sogno o di un'ambizione ci deve essere sempre qualcuno che ti guarda e sembra che dica: "diventa grande". E per gli altri diventare grandi vuol dire non credere più di essere una ballerina, un poeta, un musicista, un sognatore, un fiore. Non li sopporto.
Una mattina sono uscito di casa, il cielo era azzurro e limpido, ho continuato a guardarlo mentre camminavo, stavo bene, respiravo a pieni polmoni, al terzo passo ho pestato una merda. Cosa devo fare? Rinunciare al cielo per paura delle merde? No, io no Porcaputtana!”
Fabio Volo – Esco a fare due passi

giovedì 13 agosto 2009

Incantata

 “E quindi uscimmo a riveder le stelle"

Vorrei…
…vorrei
…vorrei…

Tredici scie hanno evidenziato il cielo stellato dei miei desideri.


“Sorridendo con gli occhi e parlando con la mente”

martedì 4 agosto 2009

Biglietto bianco

E’ come se questa mattina non mi fossi ancora svegliata, sono rimasta ferma nel mio letto a guardare il soffitto e a ricordare anche oggi i sogni di stanotte. E a pensare, perchè non manca mai.

“Per tutti i motivi per cui ho scritto di essere stupida e molti di più”
Questa è la risposta alla tua domanda di come fai a mancarmi…

Ora così avrei scritto sul tuo biglietto.


(Esiste nel nostro corpo un tasto che blocca la fuoriuscita di lacrime dagli occhi?)

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