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domenica 20 novembre 2011

Il tempo che passa

"Sempre un po' a disagio: Le cose che cambiano: del Disagiato Avete presente quando state guidando e nell’altra corsia una macchina vi fa i fari perché più in là, nella vostra direzione,..."

Già. Il Disagiato ha toccato un punto saliente delle mie innumerevoli riflessioni quotidiane. Il tempo che passa. Perchè non sono le cose o il tempo che cambiano, siamo noi ad essere diversi! Il gesto del fari è sempre lo stesso [e quanto mi fa sentire "importante" farlo!] e anche il benzinaio da sempre regala quel saluto, che io vedo più come un "Ho fatto, vai. Avanti un altro" [a meno che, come sempre più spesso accade, ci riforniamo al self-service per poter risparmiare quella manciata di centesimi di Euro che ci permetteranno di acquistare senza troppi rimorsi di coscienza il pacchetto di sigarette in più, la testata giornalistica tal dei tali o la colazione al bar...ma di questo polemizzerò un'altra volta.]
Io ad esempio ricordo quando mio padre era in cassaintegrazione e si andava a fare la spesa all'Eurospin fuori Roma o nei supermercati dove c'era il famoso 3x2. Parlo di circa venti o venticinque anni fa, quando i tempi erano economicamente più benestanti di ora, ma iniziava a rendersi necessario un occhio al risparmio. [e che nella mia zona ci fosse un solo Discount fuori Roma, la dice lunga]
Beh, io da bambina non capivo e anzi mi vergognavo. Fare tutta quella strada in macchina per comprare a prezzi bassi o con le offerte. Sicuramente i miei amichetti non lo facevano!
Da quei giorni ne è passato di tempo ma a trentanni (a trentuno per essere onesti...anzi quasi a trentadue) ogni volta che esco per la spesa mi ritrovo in mia madre, a leggere le offerte, a dare la caccia al 1+1 [la crisi si avverte anche nella matematica, le tabelline sono un lusso ormai]. Di certo non provo più vergogna, anzi mi sento particolarmente intelligente nel farlo!
Ecco, non è il tempo che passa a cambiare le cose. Siamo noi a cambiare. Cresce la nostra consapevolezza che per stare al mondo [in questo mondo] c'è bisogno di qualche accortezza in più.
Cresce anche la nostra diffidenza per cui arriviamo a pensare che "per noi, chi lo farebbe?!" Allora caro automobilista, scordati che io ti avvisi lampeggiando che tra poco ci sarà la pattuglia che vorrà conoscerti. Arrangiati.
E tu benzinaio, non ti avvicinare alla mia macchina che faccio da me! [e pensare che ho passato quasi sei anni con un ragazzo conosciuto dal benzinaio].
Forse questi...chiamiamoli passaggi di stato, sono superflui. O forse necessari, messuno può dirlo con assoluta certezza. L'importante è che avvengano con rispetto.
I miei genitori controllavano [e ancora conotrollano] anche lo scontrino emesso dalla cassa. Io ancora no, non me ne ricordo mai.
Magari un giorno lo farò anche io, ma intanto come consuetudine salgo in macchina alla ricerca delle offerte migliori, lampeggiando se incrocio una pattuglia.

1 commento:

  1. Più avanziamo con gli anni e più ci dobbiamo "affinare" per stare al passo con i tempi; dopo alcuni decenni di "benessere sfrenato" ci stiamo rendendo conto che abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità per troppo tempo(parlo a livello di sosietà industrializzate); ora è tempo di ridimensionarci e fare molta attenzione a non sprecare più soldi ed energia per cose futili...
    il "bello" deve ancora cominciare.

    Un saluto

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