Chiedere è lecito, rispondere è cortesia

lunedì 13 marzo 2006

Il mio miglior nemico


E come mercoledì...

...Roma è Roma...

...e Verdone per me...è Verdone...

 

Mi è piaciuto davvero molto. Divertente al punto giusto. Drammatico al punto giusto. Volendo anche romantico al punto giusto...

Insomma...non posso aggiungere altro per questo film...stavolta sono di parte...

tempo

Domenica pomeriggio...

Tristezza...stranezza...sconforto...

Appoggio la testa sulle mattonelle fredde della cucina...accanto alla finestra.

Piango.

Ancora il mio respiro nuovamente appanna la finestra.

Guardo fuori. Alberi.

Tanti rametti. Su ogni rametto tanti germogli.

Nuove vite.

Mercoledì...26 ottobre...autunno

Quegli stessi rami erano ricoperti interamente di foglie pronte a cadere.

Il suolo ne era già ricoperto.

 

Il tempo passa.

Le foglie torneranno ad essere foglie.

L'amore tornerà ad essere amore.

 

 

venerdì 10 marzo 2006

Biscotti della fortuna

Un po' come i baci....

 

Dai un morso al biscotto e leggi la tua frase del giorno...

 

 

 

La mia è...

 

"Hai un forte desiderio per la casa e in cima ai tuoi pensieri c'è la famiglia."

 

bloccata

Mi sento in trappola

giovedì 9 marzo 2006

...

"Quando una cosa ti interessa veramente...devi correre e prenderla..."

"L'importante non è quello che trovi alla fine della corsa, ma quello che provi mentre corri..."


Una piacevole serata...un film altrettanto piacevole.
...Roma è sempre Roma...

mercoledì 8 marzo 2006

fiducia

"La fiducia non è qualcosa da dare incondizionatamente"... Io non lo faccio. Non è vero che lo penso! Alcune persone, tu, si sono "guadagnate" la mia fiducia.

Ora io...non lo so fare. Non so da che parte cominciare. Non mi sento in grado di farlo. Non so come si fa a fare in modo che qualcuno si fidi di me. Non so come devo comportarmi.

C'è una musica che riecheggia nel sottofondo della mia memoria. Sono parole. Parole lontane, parole di amici, parole che non comprendevo e sono costretta a capire ora.

Sono stata stupida a non capirne il senso allora.

...

Le due parole più belle...di cui non ricordavo più il suono...che mai mi sarei aspettata di poter sentire ancora...ma allo stesso tempo le due parole che aspetti di sentire dalla persona della quale sei innamorata...

...gridate...forse con rabbia...forse con disprezzo...forse meritatamente...

Aspettavo la favola...e invece mi sono sentita umiliata...

Il sogno l'ho infranto io.

lunedì 6 marzo 2006

...


C'è un vetro limpido. Guardo fuori. Tutto corre freneticamente, non riesco a percepire suoni e rumori e sguardi.

C'è confusione. Tutto appare come in una bolla di sapone. Pronta a rompersi e far precipitare tutto nel vuoto.

Ora non vedo più...Il vetro è appannato. Sono io ad averlo appannato. Io con il mio respiro. Se i pensieri avessero la facoltà di respirare...sarebbero stati loro. Provo a spannarlo. La sensazione è di freddo. La mano si inumidisce. Il suo calore forma delle piccole goccioline che scivolano sul vetro. Fuggono. La vita appare in trasparenza. Bella nel suo squallore. Squallida delle sue bellezze.

Appoggio la fronte al vetro freddo. Spero che le goccioline portino via anche i miei pensieri.

 

mattino

Ho preso del latte freddo e l'ho versato nel cappuccino.Caldo...troppo caldo.

Ha disegnato un cuore. Un cuore bianco è comparso sulla superficie del mio cappuccino.

Bianco come la purezza, circondato dal nero...come cosa? Come i cattii pensieri.

Il mio cuore era rosso. Anche lui ora è bianco. Vorrei che qualcuno prendesse un secchio di vernice e con cura lo ridipingesse in ogni sua parte...un rosso vivo. Non il rosso del sangue, non quello delle ferite.

Il rosso vivo della passione, dell'amore. Il colore che mi apparteneva poco fa.

 

E' strano pensare come in una situazione così ci sia sempre un esserino che dipenda da te. Al mio cane non interessa com sono, vado bene così. Non le inìmporta se sono alta o bassa, magra o grassa, brutta o bella. Mi vuole bene. Le manco se non ci sono,me lo fa notare in tante piccole cose. Vuole le mie coccole, sempre, ovunque. sarebbe bello che fosse per tutti così.

Mi sento sola...troppo sola. Ma c'è lei. Ha dormito con me per 3 notti. E' bello guardarla dormire, abbandonarsi tra le mie braccia incurante di ciò che accade intorno...sicura di dov'è.

Coccolare lei di notte mi impedisce di pensare a cosa mi ha ferito.

Ma c'è sempre un risveglio...purtroppo tutti i giorni.

no comment

 

...ferita da una lingua di fuoco...

Semplicemente...non ho parole...

domenica 5 marzo 2006

vetro

I piccoli oggetti di vetro sono belli. Si ammirano come miniature perfette. Sono fragili. Potrebbero rompersi facilmente.
Se si rompono, si dividono in due o più parti...volendo riparabili.

Ma quando il loro corpo si sbecchetta...allora con il passare del tempo diventano irriparabili.

Quando verranno fatti cadere, si frantumeranno in tanti minucoli pezettini; impossibile riunirli.

A volte lo stato d'animo è come un oggetto di vetro. Il mio si sta sbecchettando.

...stupore...

Sono stupita.

Stupita sorprendetemente perchè mai avrei pensato potessero stupirmi.

Stupita banalmente perchè alla fine come ogni anno fa parlare di sè

Stupida inverosimilmente...io...che parlo di Sanremo...ma quando mai si è sentito!

 

Stupita perchè ha vinto una canzone che mai avrei creduto potesse vincere.

(benchè non l'avessi mai sentita prima di ora...)

Mah...

Sono fuori....

"Gli incontri, gli scontri, lo scambio di opinioni, persone che son fatte di nomi e di cognomi, venghino signori, che qui c'è il vino buono, le pagine del libro e le melodie del suono, si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri, di baci e di fuochi, di tutti i momenti, tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti."

...io lo vorrei rifare...

 

- Caparezza -

sabato 4 marzo 2006

...

Ci sono giorni in cui il tempo sembra essersi fermato...sembra che sia tornato indietro.

Indietro all'anno scorso...a quest'estate...a settembre.

C'è silenzio nella mia stanza. Ma forse è solo il vuoto che sento nella mia mente. Rotto solamente dal ticchettio di questi tasti...

Tutto come una volta.

Mi sento sola.

...coriandoli...



 Un coriandolo tra i suoi capelli.
L'unico ricordo apparente di una bella giornata.
Lo avevo messo in tasca...per tenerlo.
Un frammento banale come esempio di semplicità rispetto ad una vita
fatta a volte solo di frenesie.
Il gioco.
La spensieratezza.
Risate.



A volte mi chiedo se davvero ho e mi rimane solo questo.
Un coriandolo?
O solo un pezzo di carta che il vento potrà trasportare...
...lontano...

lunedì 27 febbraio 2006

Carnevale di Venezia

Colori. Suoni. Voci. Risa.
Il susseguirsi delle vite nelle loro sfaccettature.
Pochi pensieri. Spensieratezza.
Avrei voluto essere una maschera. Una di quelle sontuose maschere.
Egocentrismo...non proprio.
Gli occhi. Gli occhi della gente che ti ammirano, che ti sorridono, che ti invidiano.

Che ti apprezzano.
Essere fuori da se stessi ma esserne dentro.
Essere diversi, nascosti dalla maschera, ma essere sempre gli stessi.

Inchini eleganti. Cenni cordiali.
Maschere inespressive che sembrano sorridere all'improvviso. Un sorriso che non esiste. Un sorriso che vale più di ogni altra cosa.

Una giornata bellissima. Con un momento che aveva il sapore della magia. Del sogno. 
Ha reso per un istante Venezia silenziosa nel caos.

venerdì 24 febbraio 2006

Il sapore della semplicità

Ci sono delle situazioni molto belline. Infinite situazioni belline. Semplici.
A volte basta solo prenderle così come vengono per assaporarne appieno la bellezza.


...devo imparare a farlo più spesso...



mercoledì 22 febbraio 2006

...una favola...

In cerca del principe azzurro

 

C'era una volta una ragazza di nome COrinna che un giorno partì alla ricerca del principe azzurro.

Nell'attraversare un bosco, incontrò incontrò una vecchietta che le chiese dove andava:

- Vado alla ricerca del principe azzurro - rispose

La vecchietta le mise tra le mani un libro, un sasso e una conchiglia e le disse:

- Dovrai camminare tanto, tantissimo, ma alla fine troverai il principe azzurro. QUando sarai in difficoltà, stringi nella mano sinistra uno di questi oggetti ed esso ti aiuterà.

Cammina cammina, Corinna arrivò di fronte a un profondo burrone. Strinse nella mano sinistra il libro, che diventò lungo lungo, tanto lungo da diventare un ponte sul burrone.

Un altro giorno stava per essere assalita da un leone. Strinse tra le mani il sasso, che diventò un macigno e rotolò addosso al leone.

Finalmente Corinna arrivò in vista di un paese azzurro sulla cime di una collina, che era minacciato dalle fiamme. La ragazza strinse la conchiglia, che si trasformò in un nuvolone e lasciò cadere sul fuoco un mare d'acqua.

Corinna corse verso il paese azzurro; sulla porta del castello c'ra un principe che l'aspettava:

- Finalmente sei arrivata! - disse il giovane. - Ma che cosa sono quello stupido libro, quel bruto sasso e quella conchiglia di poco valore? Buttali via! Ti comprerò dei bellissimi gioielli!

Corinna si rifiutò di gettare i tre oggetti e se ne andò pensando che ciò che voleva non era un principe azzurro, ma un ragazzo che la capisse.

Girando l'angolo della strada incontrò un giovane che sorrideva e nelle mani teneva un libro, un sasso e una conchiglia.

 

Autori Vari, Fiabe minime, Savelli
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